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Epoca moderna

Dopo l'annessione al Piemonte dei Savoia dei territori del Monferrato, avvenuta nel 1708, sancita dal trattato di Utrecht del 1713, i rapporti di potere erano mutati in Italia. Ai Savoia erano passati, oltre i territori dell'Alessandrino, dell'ex Ducato di Mantova, anche il Regno di Sicilia, scambiato con gli Austriaci poi nel 1720 con la Sardegna, mentre l'Austria era riuscita a sostituirsi alla Spagna in Lombardia oltre che in Sicilia.

Questi nuovi rapporti di potere non erano però graditi alla Francia e alla Spagna sicché le ostilità continuarono a varie riprese (1718-1719; 1733-1738 e 1740-1748): da una parte la Francia e la Spagna dei Borboni e dall'altra l'Austria degli Asburgo, l'Inghilterra e il Regno Sabaudo. Durante quest'ultima guerra (1740-1748) anche il territorio dell'acquese e di Cartosio in particolare, fu interessato dal passaggio di truppe armate.

Nel 1746 ad Acqui si concentrarono truppe piemontesi ed austriache che iniziarono la risalita delle valli della Bormida e dell'Erro per contrastare l'avanzata delle truppe Gallo-Ispane. L'armata Austro-Piemontese, forte di dieci battaglioni, composta da diecimila a dodicimila austriaci, al comando del generale Principe Boden Baden e dal corpo piemontese, al comando del Conte Della Rocca, si accampò a Cartosio con i fucilieri piemontesi nella pianura sotto il paese e la parte rimanente allineata tra il paese e la chiesa della Madonna della Pallareta, nella marcia di avvicinamento verso Savona. I Gallo-Ispani furono scacciati dalle nostre terre e per un certo tempo durò la pace.

Una seconda fase di guerra interessò particolarmente Cartosio durante la campagna d'Italia del 1799 in cui, come per altre campagne, le ostilità tra la Francia da una parte e l'Austria, Russia e Piemonte dall'altra avvennero, anche nell'acquese. Gli Austro-Russi, guidati dal generale russo Suvarov con ventimila armati, dopo essere riusciti a battere ripetutamente le truppe Francesi sull'Adda rientrarono in Milano ai primi del maggio 1799 e continuarono l'avanzata, occupando anche l'alessandrino. I Francesi tentarono di contrastare questa invasione, che interessava ormai anche 1'acquese, e nei loro spostamenti giunsero nel Comune di Cartosio. Nel manoscritto, già varie volte citato da Roffredo, tali fatti sono così riportati: "L'11 agosto 1799 dodici in quindici mila francesi, sotto gli ordini del generale Seras, il quale benché piemontese, dopo aver fatto incendiare e saccheggiare i villaggi, case e cassine che si incontravano sulla di lui rotta da Dego a Cartosio, i cui abitanti spaventati all'arrivo dell'armata, senza aver campo a mettere in salvo i suoi effetti, se ne fuggirono, permise, se non altro, la uccisione di ben venti persone che non ebbero tempo a mettersi in salvo e l'incendio e il saccheggio di ben quaranta tra case e cascine. Il Seras proseguì la sua marcia verso l'alessandrino dove, quattro giorni dopo, nelle vicinanze di Novi a Pasturano, ricevette la celebre sconfitta dal russo Suwarov".

In questi attacchi e contrattacchi tra Austriaci e Francesi, si ebbe, il quattro aprile 1800, il passaggio a Cartosio di diecimila Tedeschi sotto gli ordini del generale St. Julien, che si dirigevano verso la riviera ligure per tentare di scacciare i francesi da Savona; ma nel giugno 1800, Napoleone tornò in Italia e nella famosa battaglia di Marengo sconfisse definitivamente gli Austriaci che si ritireranno al di là del Mincio. Nel 1814 l'impero napoleonico si sfasciò definitivamente a Waterloo e con il congresso di Vienna del 1815 il Piemonte tornò stabilmente sotto i Savoia.





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